Un futuro ancora incerto ma un talento sicuro: Luca Riccò.

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L’anno scorso è stato per te un anno di svolta, nel quale sei passato da lanciatore a ricoprire l’angolo caldo di terza al posto dell’infortunato Tagliavini, è stata dura stravolgere completamente il tuo impiego con la prima squadra?

Si,in effetti è stato un anno di svolta proprio “grazie” all’infortunio di tagliavini perchè mi è stata data la possibilità di ricoprire un ruolo che non avevo mai giocato ma che mi aveva sempre incuriosito. Non è stato cosa facile cambiare la mentalità di un lanciatore in quella di un terza base ma posso dire di essermi impegnato al meglio per poter aiutare il piu possibile la squadra al raggiungimento di un obbiettivo mancato per un soffio, con risultati che non sta a me giudicare se positivi o negativi; ma la cosa che piu mi ha fatto piacere di questa ultima parte di campionato è stata finalmente sentirmi parte attiva di una squadra che lotta per qualcosa.

Ti senti più lanciatore o terza base?

Non saprei rispondere con certezza a questa domanda perchè lanciare è probabilmente la cosa in cui riesco meglio e che sempre mi ha appassionato dall’età di 7 anni quando ho cominciato a giocare; ma con i ripetuti problemi alla spalla sto cominciando a pensare che un’altra posizione potrebbe facilitare lo sviluppo della mia carriera. La risposta però che mi viene spontanea a questa domanda è:”io mi sento un giocatore di baseball, senza ancora un ruolo preciso”e questo proprio perchè questo sport mi piace moltissimo e a me interessa solo esserne parte attiva.

E’ da poco uscita la notizia che Marchi non sarà più l’allenatore della squadra seniores nel 2012, come sono stati questi 2 anni con “Chico”?

Dal punto di vista umano il Chico si è rivelato una gran persona,sempre molto disponibile e serio, anche se personalmente credo che mi sia stato dato poco spazio e poche occasioni che mi avrebbero certamente aiutato a crescere un pò di più. La cosa di cui pero posso ringraziare il chico e d’altra parte anche tutta la squadra, è proprio la fiducia che mi è stata concessa nel momento del bisogno in un ruolo che non era il mio,e tutto l’aiuto che mi ha dato per raggiungere risultati migliori.

A giorni arriverà il nome del nuovo manager, cosa ti aspetti e su cosa credi sarà molto importante lavorare per tornare a vincere nel 2012?

Secondo me la cosa che ha caratterizzato il nostro ultimo campionato rispetto a quello vinto l’anno prima,è stata l’unità. Quando abbiamo vinto il campionato eravamo una squadra in tutto e per tutto, cosa che quest’anno è mancata e ne sono la dimostrazione i vari litigi successi quest’anno durante il campionato. In questo dovrà essere forte il nuovo allenatore, chiunque esso sia, per riportarci a essere il gruppo unito e coeso di 2 anni fa. Insomma dobbiamo tornare a essere una squadra.

Negli anni delle giovanili, e nello specifico ragazzi e cadetti, eri sicuramente uno dei migliori prospetti italiani, poi un brutto infortunio ha condizionato il tuo percorso, come ti sei sentito subito dopo l’infortunio? E cosa ti ha dato la forza per rialzare la testa e provare a tornare quello di un tempo?

Purtroppo questo infortunio ha ostacolato la mia giovane carriera nel momento migliore, quando stavano arrivando le prime soddisfazioni personali e quando stavo crescendo giorno dopo giorno come giocatore. Questa cosa mi ha letteralmente buttato giu ma dopo due anni di duro lavoro su muscoli e tendini della spalla e sofferenze sia fisiche che psicologiche, sono riuscito a imboccare il sentiero giusto per tornare quello di prima con risultati secondo me molto positivi ma dopo una bella prestazione ai mondiali dell’anno scorso in Canada,ecco che mi sono rivisto la strada sbarrata dalla mia spalla,ma questa volta l’opportunità persa a causa dell’infortunio è stata quella di lottare alle selezioni per poter firmare un contratto in america, facendomi passare un mese all’accademia di tirrenia a frequentare la fisioterapia 5 volte al giorno per sperare di poter almeno per un giorno provare a dimostrare quello che valevo. Devo ammettere che un pò questa storia mi aveva buttato giu e mi stava allontanando dal baseball ma fortunatamente sono riuscito a ritrovare la forza per ricominciare e ritornare o per lo meno provare a ritornare quello di una volta. Quest’anno infatti il mio campionato seniores non sarà da lanciatore ma sarò a disposizione della squadra per tutto il resto, perchè voglio prendermi un anno per poter lanciare molto in under 21 e capire veramente come la mia spalla potrebbe reagire a uno sforzo lungo e costante. Per questo il prossimo campionato sarà molto importante per me, perchè deciderà la piega che potrà prendere la mia carriera.

E’ sicuramente presto per fare un pronostico, ma secondo te cosa servirà alla squadra per tornare sul tetto dell’A federale nella prossima stagione?

La nostra squadra potrà tranquillamente tornare sul tetto dell’A federale,ma ci servirà unità,coesione e una grandissima forza di volontà,volontà di migliorare noi stessi e di riprenderci il posto che ci spetta ,entrando in campo con la grinta e la voglia di aiutarci a vicenda. Come diceva mio nonno,che a reggio nel baseball era considerato il nonno di tutti,”senza la grinta non si arriverà mai da nessuna parte”.

Quali sono i tuoi obiettivi personali per il 2012?

A livello personale l’unica cosa che mi interessa è solo la risposta che la mia spalla mi darà, perchè deciderà quella che sarà la mia carriera, mentre a livello di squadra è chiaro che il mio obbiettivo è quello di tornare a giocare un buon baseball che ci permetta di tornare a vincere il campionato.