
E’ sicuramente uno dei prospetti più interessanti prodotti dal vivaio biancorosso, e a suon di valide e di prese spettacolari si sta facendo strada per arrivare a essere titolare inamovibile in prima squadra: Andrea Taka Negri.
1.) L’anno scorso per te è stato un annata importante dalle giovanili sei passato in pianta stabile nella squadra maggiore giocando praticamente titolare, a cosa ed a chi devi questa tua crescita?
1.) Questa mia crescita la devo ai miei allenatori e ai miei compagni di squadra che mi hanno sempre supportato e aiutato a migliorare nella tecnica e nella mentalità in campo. L’anno scorso mi è stata data una grande opportunità, giocando partite di notevole rilievo e mettendomi alla prova in situazioni difficili che nella mia carriera non avevo ancora affrontato.
2.) Raccontaci quando hai iniziato, cosa ti ha portato al baseball ed oltre allo sport dove studi e quali altre passioni hai?
2.) Prima del baseball ho praticato molti sport, la maggior parte individuali, ma insoddisfatto decisi di cercarne uno più di squadra. Quando avevo 13 anni, dopo aver visto dal vivo una partita di baseball in Giappone, mi sono appassionato e così tornato in Italia, io e mio fratello abbiamo cercato e alla fine trovato la Reggio Baseball. Oltre al baseball, Studio Economia nella università di Parma e le altre mie passioni sono viaggiare e divertirmi con gli amici.
3.) Quale il ruolo che preferisci e perchè, dove ti senti migliorato e dove devi ancora crescere ?
3.) Fin da quando ero piccolo ho giocato in molti ruoli, ma il mi preferito è sempre stato l’interbase, perchè sei al centro del gioco e hai molta responsabilità sulle spalle. Negli ultimi 2 anni sono stato allenato in seconda base, un ruolo dove bisogna dare sempre il massimo e dove non si finisce mai di imparare.
4.) Avrai un nuovo coach dopo due stagioni passate con Francesco Marchi, cosa ti mancherà di lui?
4.) Marchi è sempre stata un coach molto disponibile e di grande serietà; quest’anno devo ringraziarlo in quanto mi ha concesso molta fiducia in campo, permettendomi così di crescere e maturare.
5.) Quali pensi saranno gli obiettivi fondamentali che il nuovo allenatore dovrà portare a termine per tornare a vincere?
5.) L’obiettivo principale credo sia quello di ritrovare l’equilibrio e di tornare a essere una vera squadra, capace di raggiungere gli obiettivi prefissati. Compito del nuovo allenatore perciò non sarà
facile, ma sono sicuro che con serietà e pazienza riusciremo a ottenere grandi soddisfazioni e risultati molto buoni.
6.) Quali sono i tuoi obiettivi personali per il 2012?
6.) I miei obbiettivi personali sono quelli di lavorare sodo per migliorare come giocatore, ma credo prima di tutto, di lavorare per tornare a essere una squadra unita e capace di far ricucire lo scudetto nella casacca!
7.) Con quali compagni di squadra hai un vero e proprio rapporto di amicizia oltre lo sport?
7.) Negli ultimi anni ho legato con tutti i compagni di squadra instaurando veri e propri rapporti di amicizia e di fraternità. Il tempo passato assieme ai miei compagni, sia in campo e nelle occasioni al di fuori dell’ambito sportivo, hanno creato un rapporto e dei legami paragonabili a quelli di una famiglia. Inoltre con alcuni in particolare, cominciando la carriera sportiva e scolastica insieme, ho creato un forte legame presente nella vita di tutti i giorni.
8.) Quale la medicina giusta per far avvicinare i giovani a questa disciplina?
8.) Credo che la visibilità di tutti gli sport minori sia insufficiente per permettere ai giovani di appassionarsi; per quel che riguarda il baseball ci vorrebbe un maggior interesse, anche da parte dei media e delle scuole, a pubblicizzare e quindi avvicinare la gente a questo sport. Inoltre questa pubblicità dovrebbe essere rivolte anche agli adulti e in special modo ai genitori, essendo loro responsabili di spronare i figli allo sport.
9.) Quali sono i giocatori più forti che in queste due stagioni hai incontrato?
9.) Sicuramente i lanciatori della seconda partita, ovvero gli stranieri. Non essendo abituato a velocità ed effetti di livello così alto ho trovato notevoli difficoltà, ma con l’allenamento il prossimo anno sarò più preparato a questa sfida.
10.) Papà Franco e mamma Mari sono grandi appassionati oltre che dirigenti della BS Export. quanto ti hanno aiutato nella tua crescita sportiva e di vita quotidiana?
10.) Da sempre i miei genitori sono stati d’aiuto e di grande ispirazione nella mia vita quotidiana e non solo. Grazie alla loro passione nel baseball ho sempre avuto un supporto e uno stimolo in più nel migliorare in campo e inoltre hanno contribuito in modo concreto offrendosi come volontari nelle manifestazioni organizzate al campo.
11.) Papa italiano e mamma giapponese quali le differenze a tuo avviso tra i due paesi nella crescita sportiva dei giovani nei rispettivi paesi?
11.) Le differenze tra i due paesi sono tante, e infatti caratterizzano i due paesi. In Italia il calcio è dominante: in televisione, nei giornali, nelle scuole,.. In Giappone invece fin da piccoli uno pratica lo sport che preferisce, scegliendolo e praticandolo nelle scuole; inoltre le notizie che ti arrivano dalla televisione non sono tutte incentrate su un solo sport. A mio parere questa “libertà” che troviamo in Giappone permette al giovane di ricevere molti stimoli e maggiori possibilità di crescita in tutti gli sport.