novembre 26th, 2011 — Senza categoria

L’anno scorso è stato per te un anno di svolta, nel quale sei passato da lanciatore a ricoprire l’angolo caldo di terza al posto dell’infortunato Tagliavini, è stata dura stravolgere completamente il tuo impiego con la prima squadra?
Si,in effetti è stato un anno di svolta proprio “grazie” all’infortunio di tagliavini perchè mi è stata data la possibilità di ricoprire un ruolo che non avevo mai giocato ma che mi aveva sempre incuriosito. Non è stato cosa facile cambiare la mentalità di un lanciatore in quella di un terza base ma posso dire di essermi impegnato al meglio per poter aiutare il piu possibile la squadra al raggiungimento di un obbiettivo mancato per un soffio, con risultati che non sta a me giudicare se positivi o negativi; ma la cosa che piu mi ha fatto piacere di questa ultima parte di campionato è stata finalmente sentirmi parte attiva di una squadra che lotta per qualcosa.
Ti senti più lanciatore o terza base?
Non saprei rispondere con certezza a questa domanda perchè lanciare è probabilmente la cosa in cui riesco meglio e che sempre mi ha appassionato dall’età di 7 anni quando ho cominciato a giocare; ma con i ripetuti problemi alla spalla sto cominciando a pensare che un’altra posizione potrebbe facilitare lo sviluppo della mia carriera. La risposta però che mi viene spontanea a questa domanda è:”io mi sento un giocatore di baseball, senza ancora un ruolo preciso”e questo proprio perchè questo sport mi piace moltissimo e a me interessa solo esserne parte attiva.
E’ da poco uscita la notizia che Marchi non sarà più l’allenatore della squadra seniores nel 2012, come sono stati questi 2 anni con “Chico”?
Dal punto di vista umano il Chico si è rivelato una gran persona,sempre molto disponibile e serio, anche se personalmente credo che mi sia stato dato poco spazio e poche occasioni che mi avrebbero certamente aiutato a crescere un pò di più. La cosa di cui pero posso ringraziare il chico e d’altra parte anche tutta la squadra, è proprio la fiducia che mi è stata concessa nel momento del bisogno in un ruolo che non era il mio,e tutto l’aiuto che mi ha dato per raggiungere risultati migliori.
A giorni arriverà il nome del nuovo manager, cosa ti aspetti e su cosa credi sarà molto importante lavorare per tornare a vincere nel 2012?
Secondo me la cosa che ha caratterizzato il nostro ultimo campionato rispetto a quello vinto l’anno prima,è stata l’unità. Quando abbiamo vinto il campionato eravamo una squadra in tutto e per tutto, cosa che quest’anno è mancata e ne sono la dimostrazione i vari litigi successi quest’anno durante il campionato. In questo dovrà essere forte il nuovo allenatore, chiunque esso sia, per riportarci a essere il gruppo unito e coeso di 2 anni fa. Insomma dobbiamo tornare a essere una squadra.
Negli anni delle giovanili, e nello specifico ragazzi e cadetti, eri sicuramente uno dei migliori prospetti italiani, poi un brutto infortunio ha condizionato il tuo percorso, come ti sei sentito subito dopo l’infortunio? E cosa ti ha dato la forza per rialzare la testa e provare a tornare quello di un tempo?
Purtroppo questo infortunio ha ostacolato la mia giovane carriera nel momento migliore, quando stavano arrivando le prime soddisfazioni personali e quando stavo crescendo giorno dopo giorno come giocatore. Questa cosa mi ha letteralmente buttato giu ma dopo due anni di duro lavoro su muscoli e tendini della spalla e sofferenze sia fisiche che psicologiche, sono riuscito a imboccare il sentiero giusto per tornare quello di prima con risultati secondo me molto positivi ma dopo una bella prestazione ai mondiali dell’anno scorso in Canada,ecco che mi sono rivisto la strada sbarrata dalla mia spalla,ma questa volta l’opportunità persa a causa dell’infortunio è stata quella di lottare alle selezioni per poter firmare un contratto in america, facendomi passare un mese all’accademia di tirrenia a frequentare la fisioterapia 5 volte al giorno per sperare di poter almeno per un giorno provare a dimostrare quello che valevo. Devo ammettere che un pò questa storia mi aveva buttato giu e mi stava allontanando dal baseball ma fortunatamente sono riuscito a ritrovare la forza per ricominciare e ritornare o per lo meno provare a ritornare quello di una volta. Quest’anno infatti il mio campionato seniores non sarà da lanciatore ma sarò a disposizione della squadra per tutto il resto, perchè voglio prendermi un anno per poter lanciare molto in under 21 e capire veramente come la mia spalla potrebbe reagire a uno sforzo lungo e costante. Per questo il prossimo campionato sarà molto importante per me, perchè deciderà la piega che potrà prendere la mia carriera.
E’ sicuramente presto per fare un pronostico, ma secondo te cosa servirà alla squadra per tornare sul tetto dell’A federale nella prossima stagione?
La nostra squadra potrà tranquillamente tornare sul tetto dell’A federale,ma ci servirà unità,coesione e una grandissima forza di volontà,volontà di migliorare noi stessi e di riprenderci il posto che ci spetta ,entrando in campo con la grinta e la voglia di aiutarci a vicenda. Come diceva mio nonno,che a reggio nel baseball era considerato il nonno di tutti,”senza la grinta non si arriverà mai da nessuna parte”.
Quali sono i tuoi obiettivi personali per il 2012?
A livello personale l’unica cosa che mi interessa è solo la risposta che la mia spalla mi darà, perchè deciderà quella che sarà la mia carriera, mentre a livello di squadra è chiaro che il mio obbiettivo è quello di tornare a giocare un buon baseball che ci permetta di tornare a vincere il campionato.
novembre 20th, 2011 — Senza categoria

Dopo 2 anni di onorato servizio finisce la collaborazione tra la Reggio Baseball e Francesco Marchi.
L’allenatore reggiano, in questi 2 anni ha dimostrato tutto il proprio valore, conducendo la squadra alla vittoria dello scudetto 2010 e ai play off nel campionato 2011. Il suo record personale come allenatore biancorosso è di 49 vittorie e 17 sconfitte nella regular season e di 6 vittorie e 4 sconfitte nei play off.
“Non possiamo che essere grati a Chico Marchi per il lavoro svolto in questi due anni” dichiara il presidente Casali, che aggiunge: “Chico si è sempre comportato in modo professionale e serio, conducendoci ad una sensazionale vittoria nel 2010 ed ha portato una squadra ,decimata dagli infortuni ai play off nel 2011. Non possiamo quindi ritenerci più che soddisfatti del lavoro svolto, ma la società ha pensato di muoversi in maniera diversa per la stagione 2012, probabilmente assumendo un allenatore a tempo pieno che segua anche le giovanili. Inoltre alcuni problemi che porteranno con tutta probabilità Marchi ad un nuovo lavoro più lontano da Reggio, avrebbero potuto limitare le possibilità di un impegno al 100%.
La nostra collaborazione con Marchi non è comunque conclusa,in quanto non escludiamo che in un futuro le nostre strade si possano congiungere di nuovo”.
Così il presidente ha voluto ringraziare Francesco “Chico” Marchi, per il quale società e atleti hanno sempre avuto e continuerannno ad avere un grande rispetto.
E’ inoltre ufficiale che per la stagione 2012 Angelo Rossi non sarà più coach della prima squadra, ma verrà “promosso” Manager dell’under 21.
“La scelta” spiega il presidente Casali “è stata concordata direttamente con Angelo il quale si era proposto di seguire il settore giovanile già alla fine di quest’anno, ed essendo lui uomo di ottima caratura tecnica e carismatico, crediamo che il suo inserimento come manager dell’under 21 garantirà ai nostri giovani di crescere sia dal punto di vista tecnico che di conoscenza del gioco.
Grandi manovre dunque in casa biancorossa, che a breve annuncerà il nuovo staff tecnico della Palfinger 2012.
novembre 16th, 2011 — Senza categoria

E’ stato il primo giocatore a rinnovare il suo contratto con la Palfinger anche per la stagione 2012: è Luca Tagliavini, oramai solida colonna della squadra del presidente Casali. Terza base dalle mani fatate si racconta un in questa mini-intervista rilasciata al sito della squadra biancorossa.
1) Anche quest’anno vestirai la casacca n° 12 della palfinger, possiamo oramai considerarti un reggiano a tutti gli effetti ?
Diciamo che dopo tanti anni passati qui, pur essendo un parmigiano, mi sento proprio a casa…ho trovato una società con persone eccezionali e in piu’ ho anche la moglie reggiana….
2) La passata stagione hai dovuto affrontare un brutto infortunio alla mano destra, quant’è stata dura non poter essere d’aiuto alla squadra, soprattutto durante la semifinale?
Purtroppo mi sono infortunato nel momento piu’ importante della stagione e per questo mi è dispiaciuto molto non essere della partita, anche se fino all’ultimo ho fatto di tutto per recuperare ed essere pronto almeno nei momenti decisivi per la mia squadra, visto che eravamo gia’ privi di Macaluso ed eravamo davvero troppo corti.
3) Il dolore alla mano è ormai passato, credi che quest’anno sarà più dura riprendere dopo l’infortunio?
Spero proprio di no considerando che la mano è in forma e ho tanta voglia di tornare a giocare e vincere!!
4) Cosa credi che serva alla squadra per tornare a vincere nel 2012?
Ritrovare determinazione e forza di gruppo per essere al top; in piu’ qualche acquisto importante nei ruoli fondamentali come l’interbase, il ricevitore e l’inserimento di altri giovani per allungare la squadra e permettere a loro di fare esperienza, visto che sono il nostro futuro.
5) Nella tua carriera hai vestito molte maglie, quale giocatore/allenatore credi che ti abbia aiutato di più a diventare il giocatore che sei oggi?
Partendo dal presupposto che in tutte le squadre in cui ho giocato ho sempre avuto l’occasione di giocare con persone, sia dentro che fuori dal campo, che mi hanno insegnato qualcosa, credo che in assoluto le due persone a cui devo di piu’ sono state Dado Gastaldo, un allenatore che mi ha insegnato a stare in campo e ad avere la grinta necessaria, e Alberto Tondini perchè mi ha fatto crescere moltissimo a livello tecnico e caratteriale nel ruolo di terza base….e poi non posso dimenticare il mio amico Alessandro Pachanga Bertoli!
6) Dopo essere stato a Reggio nel 2004 e aver conquistato una promozione, hai preferito non affrontare l’A1 nel 2005, cosa ti ha portato a rinunciarvi?
Impegni personali/famigliari; avevamo deciso di mettere “su” famiglia e quindi ho dovuto avvicinarmi a casa per seguire mia moglie e il suo nuovo lavoro..troppe cose insieme si rischia di non farne bene neanche una.
7) Se ti dovessi prefissare un obiettivo per il 2012 quale sarebbe?
Sicuramente rivincere il campionato, divertendosi e giocando un buon baseball ritrovando armonia nello spogliatoio e voglia di vincere.
Come ti vedi fra 10 anni? Ancora nel mondo del baseball, casomai come coach?
..magari sì..potrebbe essere una bella opportunità ..adesso non mi ci vedo, ho troppa voglia di giocare, ma in futuro sicuramente saro’ ancora in campo, magari ad allenare mia figlia..
novembre 9th, 2011 — Senza categoria

Dopo aver fatto quasi tutte le giovanili nel baseball, hai smesso per un certo periodo, poi nel 2007 hai deciso di ricominciare: che cosa ti ha convinto a tornare a giocare?
Fin da piccolo ho avuto il dubbio tra calcio e baseball quindi gli ho praticati entrambi a lungo poi a 14 anni per un male alla spalla che nn voleva lasciarmi ho deciso di continuare nel calcio.
L amore per questo sport (il baseball) per chi lo ha praticato o vi è appassionato lo sà è difficile che ti abbandoni, quindi deluso dall “ambiente calcio” ho fatto ritorno.
In questi ultimi anni hai lavorato tanto, facendo tanta panchina e arrivando a giocare titolare proprio l’anno dello scudetto; quali sono state le tue emozioni quando la società ti ha detto che avrebbe contato su di te quell’anno?
Lavorare tanto era necessario per cercar di sopperire a quel gap tecnico dovuto dagli anni di inattività.
La panchina è un punto d’inizio che tutti dovrebbero conoscere; a suo modo ci forma anche se nn vedi l’ora di abbandonarla.
Comunque, tornando alla domanda, la società non mi ha mai dato certezze sul mio effettivo uso,in quell’anno avrei dovuto fare turnover con un compagno ma,con alcune buone prestazioni e un pò di fortuna, mi sono guadagnato il posto fisso.
Il fatto di aver vinto lo scudetto non può che rendermi felice e gratificare il duro lavoro,anche se la vittoria è un obbiettivo sempre di squadra il fatto di esserne partecipe in prima persona è un emozione in più.
L’altro seconda base, Andrea Taka Negri, è un tuo grande amico; come vedi questa rivalità tra due ragazzi che hanno un’amicizia che prescinde dal baseball?
Credo che sia giusto avere rivalità nello sport, personalmente preferisco averne con gente che non sopporto piuttosto che con grandi amici.
Purtroppo per il mio modo di pensare vedere un amico in panchina sapendo l’impegno profuso in settimana è sempre un dispiacere anche se questo viene contrapposto alla mia enorme voglia di giocare.
In entrambi i casi ossia che giochi o no ,non mi sento mai del tutto tranquillo.
Questa è comunque una scelta societaria, che si è trovata a gestire due giovani del vivaio e li ha messi nello stesso ruolo anzichè trovare alternative valide.
La voglia di lavorare e lo spirito di sacrificio non ti mancano, in che cosa senti ancora di dover migliorare dal punto di vista mentale?
Sicuramente la tranquillità nella gestione di certi problemi che durante una stagione sono inevitabili.
Il saper star zitti in certe occasioni è una qualità che in pochi hanno e spero di acquisirla al piu presto.
…E dal punto di vista tecnico, in che cosa ti senti più debole?
La battuta è per me un enigma ma con pazienza credo di potere risolvere i miei problemi. Spero in una tranquillità che in questi anni non ho avuto a pieno per motivi vari, e ci lavorerò bene con staff tecnico e compagni …vedremo.
Lo sforzo tecnico maggiore nel mio ruolo difensivamente è il “doppio gioco” dovrò fare del mio meglio per tornare ai livelli dello scudetto e spero che mi sia affiancato un interbase come quello che avevo ai tempi dell’ Ibl come Taber Lee, o l’anno dello scudetto con Chris Falls.
Se potessi incorniciare un momento della tua breve ma intensa carriera in prima squadra, quale sarebbe?
I momenti da incorniciare in questo sport sono tantissimi non so sceglierne uno di preciso… quando fai un esordio che sia in IBL o A2 come feci io e colpisci valida ti senti benissimo ,hai un mix di emozioni,senti i tuoi compagni urlare per te , ti senti veramente soddisfatto. Quando vinci un campionato fai esplodere tutte le tensioni a cui sei esposto da una stagione,sono emozioni che consiglio a tutti, nel mio piccolo sono contento dei risultati e affamato per averne ancora.
Quali sono i tuoi propositi per l’anno 2012?
Trovare da subito un equilibrio di squadra e portarlo insieme fino alla fine. Nello spogliatoio bisogna convivere e star bene solo così si possono raggiungere gli obbiettivi prefissi.
Personalmente voglio fare un ottimo anno e lasciarmi alla spalle la brutta stagione appena trascorsa, cercando di esprimere appieno tutto quello che ho da dare, per me ma soprattutto per la squadra.
ottobre 28th, 2011 — Senza categoria

E’ a tutti gli effetti una delle persolnalità più importanti dello spogliatoio biancorosso; lanciatore di esperienza e profondo conoscitore del meraviglioso gioco del baseball: MATTIA SALSI si racconta in un’intervista in cui traspare un carisma da vero trascinatore.
1) Caro Mattia, dopo tanti anni in Ibl da protagonista, l’anno scorso hai deciso di “autoretrocederti” in A federale, come ti è sembrato il livello rispetto all’A2 del 2002?
-Il livello è troppo disomogeneo sulle 2 partite. In generale, gara 1 mi è sembrata più debole,mentre gara 2 è più forte ma solo per la presenza del lanciatore straniero. Ma ,essendoci a malapena lanciatori italiani per coprire gara 1,non ci sono altre soluzioni praticabili.
2) Dopo 3 esaltanti stagioni a Reggio (dal 2001 al 2003) la tua carriera è decollata fino ad arrivare al suo culmine con la
convocazione al World Baseball Classic nel 2006; possiamo dire che la tua esperienza a Reggio è stata fondamentale in questo tuo cammino?
-Vorrei specificare che (purtroppo) al WBC del 2006 ero “solo” una riserva,non ero nel roster. Comunque, le 3 stagioni di
Reggio,soprattutto il 2003,mi sono servite per capire e dimostrare che potevo essere competitivo a livello di A/1, laddove i miei esordi sono stati un po’ “forzati” dalla presenza della regola degli Under 23. In particolare, nel 2002 e nel 2003 ho veramente lavorato duro durante la settimana,e questa attitudine la mantengo tuttora,anche se l’età comincia ad essere un fattore. Dal 2003 ho iniziato a fare prevalentemente il rilievo e da lì mi sono specializzato nel ruolo. Quindi,si:Reggio è stata fondamentale per la mia carriera.
3) Se dovessi pensare a due episodi della tua carriera: il più bello ed il più brutto, che cosa ne verrebbe fuori?
-Non è facile. Tra i brutti ricordo con amarezza la finale del Campionato Italiano Juniores nel 1995,persa al 10° a causa di un errore difensivo. Tra i belli,sicuramente l’inverno 2005-2006:in 4 mesi ho vissuto quasi da professionista,tra Lega Colombiana e WBC.
4) Dopo tanti anni ad alti livelli la tua esperienza sia dal punto di vista tecnico che pratico è certamente aumentata, tanto che spesso ti vediamo dispensare consigli alle giovani promesse reggiane; che possibilità ci sono di vederti manager una volta conclusasi la tua carriera da giocatore?
-Sicuramente la mia carriera nel baseball non finirà con la parte giocata. Voglio fortemente diventare Manager prima o poi….Graziella l’ho già avvisata!
5) In cosa pensi dovrebbe cambiare la squadra vista nel 2011 per poter tornare a vincere nel 2012?
-Come prima cosa, servirà un VERO interbase, un leader sia in attacco che in difesa,qualcuno che faccia la differenza. Anche il lanciatore di gara 2 dovrà essere un elemento dominante,al pari degli stranieri della altre squadre. La squadra punta su almeno 3-4 giovani elementi di Reggio che devono essere guidati perchè possano apprendere il gioco,quindi anche lo staff tecnico penso necessiti di qualche inserimento. Personalmente, la mia prestazione da rilievo dovrà essere migliore. Quest’anno, soprattutto ad inizio stagione, ho subito troppi punti in partite chiuse.
6) La società ha già detto che vorrebbe tu facessi parte della squadra anche per il 2012, possiamo contare sul tuo braccio anche per l’anno prossimo o c’è qualche possibilità di rivederti sul palcoscenico dell’Ibl l’anno prossimo?
-L’idea di tornare in IBL è sempre presente. Ma non sono più un giovane che può e deve adattarsi pur di giocare in IBL, quindi un’eventuale offerta dovrà avere determinate caratteristiche. In caso contrario,sarò ben felice di rimanere a Reggio,anche perchè non penso giocherei da nessun’altra parte in serie A Federale.
ottobre 21st, 2011 — Senza categoria

1) Caro Filippo, quando ti sei accorto che saresti diventato un lanciatore?
Mah, a dire il vero a realizzare che sarei stato un LANCIATORE è stato l’anno scorso quando sono diventato il partente di gara 1 per la ReggioBaseball, prima ero solo un TIRATORE che sperava di coronare questo sogno. Ma se vogliamo essere precisi e indicare un anno in cui abbiamo deciso con la società e con Micheal Zambelli (perchè è stato lui a insistere che il mio posto sul campo doveva essere il monte di lancio) possiamo dire il 2007.
2) Quando hai saputo che la società avrebbe puntato su di te come partente per la stagione 2010, come ti sei sentito?
Innanzitutto una grande emozione perchè finalmente vedevo raggiunto un traguardo che mi ero posto, poi un po di titubanza in quanto “partire” è molto diverso che “rilevare” e io in quel ruolo non avevo mai avuto esperienze; infine una forte consapevolezza che potevo fare bene, in quanto avevo fatto vedere già buone cose nei campionati precedenti, e questa è stata la chiave del mio “successo”: fiducia in se stessi! SEMPRE!
3) L’anno scorso è stato il tuo primo anno come lanciatore partente, quest’anno hai confermato quanto di buono fatto nella passata stagione, in cosa ti senti ancora “debole”?
Penso di avere fatto due buone stagioni anche se molto diverse l’una dall’altra. Quest’anno mi sentivo molto più “padrone” del monte rispetto alla passata stagione e questa è la cosa più importante per un lanciatore, inoltre ho migliorato decisamente il controllo e anche questo deriva dal fatto di una maggiore tranquillità.
Debole particolarmente in due aspetti: uon più mentale, l’altro prettamente tecnico. Mentale in quanto dovrei pensare sempre avanti, lancio dopo lancio, out dopo out, inning dopo inning; invece spesso mi capita di stare a pensare a quanto successo nell’azione precedente. in poche parole dovrei avere una “mente più libera” quando salgo sul monte. Tecnicamente mi sento ancora debole nel fatto che non ho un lancio che domino perfettamente e uno con cui “chiudere” un battitore!
4) Considerando la stagione appena trascorsa, che cosa è mancato secondo te alla squadra per battere il Rovigo?
Sicuramente la convinzione di potercela fare! Siamo arrivati ai playoff senza l’apporto di due pedine importantissime per la nostra squadra: Macaluso e Tagliavini e questo secondo me ha influito parecchio sia perchè questi atleti possono dare davvero tanto sia perchè ognuno di noi sapeva che non eravamo più forti come prima e qindi si è spenta un po la speranza.
Se valutiamo l’aspetto tecnico a noi è mancato quell’attacco che la passata stagione ci apparteneva e che quest’anno, anche durante il corso della stagione, ci è mancato.
5) Nell’ ambiente si vocifera di un possibile tuo passaggio ad una franchigia di Ibl 1, come vivi questa cosa, e quali sono i tuoi progetti per il prossimo anno?
A si?? Io non ne sapevo niente! Di offerte ancora non me ne sono arrivate, se arriveranno le valuterò insieme alla società e insieme prenderemo la decisione più giusta che possa servire al mio “cammino” di crescita. Per ora sono ancora un giocatore biancorosso e pronto ad aiutare la squadra nel campionato che verrà!
Se ti potessi dare un consiglio alla società per migliorare il movimento del baseball a Reggio, cosa suggeriresti?
6) Come tutti sappiamo il baseball a Reggio Emilia non ricopre sicuramente il ruolo di sport dominante e non lo sarà mai, ma personalmente vedo molti margini di sviluppo per questo bellissmo sport.
Un punto fondamentale su cui bisogna insistere è la promozione di questo nelle scuole (i bambini di oggi sono il futuro di domani), bisogna portarlo in mezzo alla gente, fare in modo che le persone arrivino allo stadio e una volta lì non si può far altro che innamorarsi del BASEBALL.
ottobre 14th, 2011 — Senza categoria

Siccome il baseball giocato è oramai finito, e siccome è troppo presto per parlare di mercato, ogni settimana vi proporremo un’intervista di un giocatore della Palfinger, e non potevamo non incominciare dal Capitano della squadra: Simone Quintavalla. Il veterano biancorosso ha subito un brutto infortunio nel primo incontro di semifinale, e dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico al ginocchio, ma si da tutt’altro che per vinto, e non vede l’ora di poter tornare sul campo e dire la sua.
In tutti questi anni in cui hai militato nelle fila Biancorosse, è cambiato il baseball a Reggio, e se si come è cambiato?
In questi anni la squadra è cambiata in positivo, abbiamo da qualche anno un buon gruppo giovane e afffiatato. Il gioco è sempre lo stesso e , l’unico punto dolente è che neanche il campo è cambiato, sempre troppo lungo.
Come tutti gli sportivi hai vissuto momenti belli e momenti brutti, quale il più bello e quale il più brutto?
Ci sono molti momenti belli da rciocrdare, personalmente quello che piu’ mi ha emozionato è stata la promozione in a2 del ‘99 e la vittoria del campionato di a federeal delllo scorso anno.
il momento più brutto, purtroppo, nn riguarda il gioco, ma la scomparsa di un amico: Diego Ligabue
Mai come quest’anno si sono visti (soprattutto a fine stagione) tanti giovani reggiani in campo, credi che in un futuro la squadra potrà essere competitiva contando soprattutto sui propri talenti?
Credo fortemente nel loro talento, ma in primis loro devono essere disposti a sacrifici, perchè senza quelli nn si hanno risultati. anche la società deve metterci del suo nel privilegiare sempre i propri atleti-, nel stimolarli e mettterli nelle migliori condizioni per imparare e crescere.
Cosa secondo te è mancato alla Palfinger per conquistare lo scudetto 2011?
Sicuramente è mancata un pizzico di fortuna, perchè abbiamo subito molti infortuni che hanno penalizzato la squadra proprio nei momenti decisivi. Ma nn è tutta colpa della sfortuna, anzi per la maggior parte credo che nn fossimo abbastanza motivati e probabilmente un pò sottotono dal punto di vista mentale.
Ma veniamo a te: a Rovigo in gara 1 su un arrivo in prima hai subito un gravissimo infortunio al ginocchio, che ti costringerà ad un intervento chirurgico, quali sono state le tue prime sensazioni quel pomeriggio?
Ero arrabbiato e deluso perchè nel momento decisivo com’era quella finale nn ho potuto dare il mio contributo alla squadra.
Ora ci sarà l’intervento e poi una lunga riabilitazione, come pensi che influirà questo sulla tua carriera?
Questa risposta potrò darla solo dopo l’intervento, spero di riprendere il più infretta possibile, anche se in queste cose bisogna sempr avere molta pazienza. Anche se nn sono più un ragazzino credo che riuscirò a riprendere a pieno per fine stagione.
Un’ultima cosa: ormai che sei un veterano che consigli ti senti di poter dare ai giovani che oramai sono parte integrante del gruppo della prima squadra? E cosa diresti ad un giovane che vorrebbe entrare nel magico mondo del baseball?
Ai ragazzi già inseriti nella prima squadra consiglio di continuare a lavorare sodo, per raggiugnere i propri obiettivi.
a chi si affaccia a questo sport per la prima volta dico che questo è uno sport bellissimo, dove si impara a stare con gli altri, si conosce gente da tutt’italia e anche dal mondo, dove può giocare chiunque lento o veloce, forte o debole,alto o basso che sia, dove onguno può trovare il suo spazio.
ottobre 5th, 2011 — Senza categoria

Paul Macaluso, dopo il grave infortunio al ginocchio incomincia a vedere la luce fuori dal tunnel.
Tutto era cominciato con quel brutto crac tra terza e casa base, contro Modena, in una partita tiratissima e che si risolse al nono grazie ad un triplo del giovane Gregorini. Le urla di Paul ghiacciarono lo stadio Caselli; tutti, a partire dai compagni di squadra sino ad arrivare al pubblico, sapevano che era una cosa grave, e infatti, a quasi 3 mesi dall’accaduto l’esterno centro biancorosso, dopo aver affrontato un intervento per la rottura del crociato anteriore comincia il lungo percorso di riabilitazione.
Abbiamo dunque pensato di proporre questa intervista a Paul in modo che potesse spiegarci i suoi stati d’animo dopo il brutto infortunio:
CARO PAUL, INNANZITUTTO COME TI SENTI:
“Mi sento bene, anche se il ginocchio fa ancora male, ma ho già cominciato la riabilitazione, e sono ottimista perchè io possa tornare ad allenarmi sul campo il prima possibile”.
COSA HAI PROVATO LA SERA DELL’INFORTUNIO?
“A parte un fortissimo dolore, mi sentivo triste e amareggiato, perchè sapevo che la mia stagione era con tutta probabilità finita con quella corsa verso casa; avendo infatti già affrontato un infortunio simile quando ero al college, sapevo già cosa mi aspettava”
SARà STATO SICURAMENTE DIFFICLE PER UNO COME TE STARE A GUARDARE I TUOI
COMPAGNI PER IL RESTO DELLA STAGIONE
“si, posso tranquillamente dire che è stato la cosa che mi ha fatto maggiormente male; è inesplicabile la sensazione di impotenza quando vedi la tua squadra in difficoltà e non puoi fare nulla per aiutarla”
CREDI CHE IL TUO INFORTUNIO ABBIA INCISO IN MODO SIGNIFICATIVO SULL’ANDAMENTO DELLA SQUADRA?
“Credo che la nostra squadra sia piena di bravi giocatori, ma il nostro punto debole è sempre stato quello di essere un pò corti,e a lungo andare il collettivo ha risentito di questo; detto questo credo che avrei comunque potuto dare il mio apporto, anche se non vuol dire che le cose sarebbero andate in modo diverso.”
COSA TI ASPETTI PER IL TUO FUTURO
“Innanzitutto non vedo l’ora di tornare in campo; lavorerò tutto inverno duramente per tornare ai livelli di prima. Poi ho tanta voglia di tornare a vincere; la società stà già lavorando per mettere in campo una squadra di alto livello che possa competere con chiunque.”
VORRESTI RINGRAZIARE QUALCUNO IN PARTICOLARE?
“Le persone da ringraziare sarebbero tantissime, a cominciare dal Professor Luigi Adriano Pederzini e a tutto il suo Staff, equipe di grandissima qualità e che ha dimostrato una indiscutibile professionalità, grazie alla quale l’anno prossimo potrò tornare in campo, e poi vorrei ringraziare la mia ragazza che nei giorni del post intervento, assieme a tutta la sua famiglia, mi è sempre stata vicina e mi ha aiutato nei momenti più difficili; infine vorrei ringraziare il Presidente, anche se oramai è diventata la mia seconda mamma, Graziella Casali, che da quando mi sono trasferito in Italia mi ha sempre aiutato moltissimo.”
settembre 19th, 2011 — Senza categoria

E’ passata una settimana dalla fine del nostro campionato e vorrei ringraziare tutti gli atleti, i coach, i dirigenti, gli appassionati e i sostenitori che hanno seguito l’avventura della Reggio Baseball 2011.
Gli obiettivi di inizio anno erano quelli di ben figurare, visto il successo dell’anno scorso, di far crescere ancora i ragazzi giovani, e di raggiungere i play off, bè, dovendo fare un bilancio di quanto successo,direi che sono stati raggiunti e, sono convinta che, se non avessimo avuto la sventura che quest’anno ci ha tormentato continuamente, con una serie di infortuni, che hanno decimato la nostra squadra, ora saremmo a contenderci, per il secondo anno consecutivo, lo scudetto di serie a federale.
Perdere non fa piacere a nessuno, però anche le sconfitte possono essere un punto di partenza per migliorarsi, tante volte la consapevolezza del non aver raggiunto un risultato aiuta ad analizzarne le cause e i problemi e quindi a risolverli, o quantomento a provarci.
Comunque sia, credo che alla fine, si debba sempre scendere in campo per divertirsi e star bene con il gruppo e, questo vale per tutti dai più piccoli ai più grandi.
Ringrazio tutti ancora una volta…..
Il Presidente
Graziella Casali
settembre 14th, 2011 — Senza categoria

La Palfinger questa volta non ce l’ha fatta. I ragazzi di Marchi perdendo entrambi gli incontri di domenica con Rovigo hanno detto addio alla speranza di poter conquistare per il secondo anno consecutivo il tricolore della serie A federale.
I biancorossi erano partiti davvero bene vincendo il primo incontro di sabato per ben 15 a 4, con un superlativo Gregorini autore di ben 2 fuoricampo e con la bella prova di Filippo Bertolini.
In gara 2 invece il divario è stato spropositato in favore degli avversari, che si sono aggiudicati il match per ben 17 a 0. L’ultima gara, ha messo in mostra tutti i limiti dei reggiani, primo fra tutti una condizione fisica non all’altezza della situazione dove i biancorossi sono risultati stanchi ed affaticati dai 2 match precedenti; inoltre la squadra ha dovuto fare i conti con l’ennesimo infortunio della stagione, che ha visto protagonista Simone Quintavalla che nel primo incontro ha riportato una lesione al ginocchio portando Marchi a dover stravolgere ancora una volta la formazione.
Non si può dire che la stagione sia stata una delusione: la squadra ha dovuto affrontare diversi momenti critici nell’arco della stagione, basti pensare che nell’ultima parte del girone di ritorno i biancorossi hanno dovuto fare i conti con ben 3 infortuni in 10 giorni; se a questo si aggiunge la rinuncia di Perracino per motivi personali, diventa evidente quanto la squadra, pur in piena emergenza, sia riuscita a conquistare sia playoff che coppa Italia grazie al contributo in particolar modo dei giovani prodotti locali.
Ora dopo un breve periodo di riposo la società del presidente Casali comincerà a lavorare sul mercato, perchè la bruciante sconfitta di Rovigo non ha di certo spento gli animi reggiani, anzi ora la voglia di sistemare le cose e tornare vincenti nel prossimo campionato è ancora più grande.
Intanto grazie a tutti coloro che ci hanno seguito durante l’anno, nell’ennesima stagione in cui la Reggio Baseball è risultata ancora tra le protagoniste assolute della sua categoria.
BRAVI RAGAZZI, BRAVI COMUNQUE!!!